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March 30 Un gg al...Un giorno al Pontile c’era un gruppo di ragazzi. Tra loro si distingueva un moretto taciturno con una sigaretta in bocca, i Ray-Ban agli occhi, stava seduto sul suo scarabeo nero e immerso in mille pensieri. Dafne l’aveva subito notato ed era rimasta un po’ incantata, nonostante la sua amica Marina le stesse parlando dei mille motivi per cui aveva litigato con il suo Simone. Anche Alessandro vide Dafne mentre guardava tristemente il mare e il vento muoveva i suoi morbidi capelli, era bellissima. Per un secondo i loro sguardi si incrociarono, ma lei timidamente si voltò verso la sua amica chiedendole di andarsene. Tornata a casa Dafne studiò per il compito di greco. Il mattino seguente da casa si diresse verso scuola, ma improvvisamente i suoi occhi incontrarono quelli di un ragazzo con i Ray-Ban. Era quello del Pontile, aprì appena la bocca, come se volesse dire qualcosa, ma il suo gesto si trasformò in una smorfia. Dal nulla sbucò Marina che prese Dafne per un braccio e la condusse a scuola tra mille pensieri. Marina le chiese: “Perché fissavi Alessandro? Ti piace eh?”. Dafne: “Chi è Alessandro?”. “Quello moro con i Ray-Ban!”. Marina le raccontò che Alessandro aveva la fama del ragazzaccio, era un montato e spesso si trovava in mezzo alle risse. Dopo queste affermazioni Dafne disse tra sé che era meglio non pensarci più. Il teatro ha sempre affascinato Dafne (come d'altronde scrivere) per questo si era iscritta al corso di teatro che si svolgeva a scuola. Certo, non solo per passione, ma anche per guadagnare punti di credito. Stava seduta sul Pontile per ripassare la sua parte quando Dafne vide un gruppo di ragazzi che avevano picchiato qualcuno disteso per terra. Appena si allontanarono si avvicinò e aiutò questo ragazzo ad alzarsi. Non capiva perché la guardava come se la conoscesse, poi mise le mani in tasca e si mise i Ray-Ban agli occhi. In quel momento Dafne tremò e lui le disse un debole grazie con il sangue che gli scendeva dal labbro. “Senti ora lasciami, posso ritornare benissimo a casa, anzi a menare quegli stupidi pischelli!”. La ragazza esterrefatta gli disse che era un folle e che si doveva disinfettare le ferite. Anche lui la guardò in modo strano poi disse: “E che dovrei fare, pupa? Il mio orgoglio dove lo metto?”. Non pensava allo stato in cui si trovava, ma all’orgoglio, incredibile! “Allora adesso vieni a casa mia, è qui vicino, sai mio padre è dottore…poi potrai farti ammazzare”. Non disse nulla per tutto il tragitto. Mentre Dafne prendeva le chiavi della porta disse: “Io ti ho vista più di una volta”. La ragazza abbassò lo sguardo. “Non è la prima volta che ti ho vista al Pontile. Ci vai spesso?”. “Sì”. “Anch’io, sai solo lì mi sento bene, forse è il mare”. “Sì, hai ragione, ti rilassa. Sembra un luogo isolato da quello che succede alle spalle”. “Ti andrebbe un giorno di andarci soltanto io e te?”. “Beh, vedremo”. “Comunque, piacere, Alessandro”. “Dafne”. Il padre non c’era, allora lo medicò in fretta. “Ora come va?”. “Meglio grazie, bella la tua cameretta, ma non sarà mai come la mia”. “Modesto il ragazzo”. “Lo so, ma quanto rompe il tuo cane. Che dici di andare a casa mia?”. “No, non mi va”. “Mica ti mangio? Non dire che sei stanca perché abito a due vie da qui. Comunque ho capito che hai paura di perdere la competizione delle camerette”. Dafne non sapeva che abitasse vicino a casa sua, non l’aveva mai visto. Aveva ragione: la sua cameretta era bellissima Dafne vide foto, disegni, biglietti dei concerti attaccati dappertutto e un sacco di cose sulla Roma. “Posso farti una domanda?”. “Sì, se posso rispondere”. “Ma perché quelli ti hanno picchiato?”. “Per il fumo. Cosa è quella faccia? Non mi dire che tu non fumi”. “Infatti”. “Ah”. “E neanche tu lo dovresti fare”. “Non dire le stesse cose di mia madre quando mi vede accendere le sigarette. Pensa se sapesse che fumo le canne”. In quel momento squillò il telefono e andò a rispondere. Dafne guardava la stanza di Alessandro, non poteva crederci che un tipo come lui tenesse un diario dei segreti, la tentazione era forte, ma non lo aprii. Tra i libri, oltre a quelli della Roma c’erano “Tre metri sopra il cielo” e “P.s. I love you”. “Ah quei libri? Sono di mia sorella, non capisco perché stanno lì sopra!” “Ora vado si è fatto tardi”. “Ciao”. “Non fare cavolate. Ciao”. Appena arrivata a casa a Dafne le arrivò un messaggio: “Allora domani alle quattro al Pontile”. Non capiva come Alessandro avesse preso il suo numero, però il giorno dopo ci andò. Risero, parlarono tantissimo poi le disse: “Io e i miei amici gli abbiamo dato una bella lezione a quelli”. “Ah…”. “Però ho deciso che non fumerò più”. “Davvero?”. “Sì, perché non tutti sono fortunati ad avere una bella famiglia come me e non posso deludere i miei genitori”. Dafne distolse lo sguardo, evidentemente le sue parole erano entrate nel cuore del ragazzo. Tre mesi prima i suoi genitori si erano separati ed lei era andata a vivere con il padre. “Comunque che musica ascolti?”. “Mi piace Tiziano Ferro”. “Tiziano Ferro?Bleah! Meglio la musica metal! Ho visto che vai a correre in Pineta”. “Stamattina, stavo con i miei amici, ti ho visto: avevi le cuffiette, immagino che ascoltavi Tiziano Ferro!”. “Sì”. “Qualche volta ci andiamo insieme a correre?”. “Quando vuoi”. “A proposito dovrei comprare “Ho voglia di te” per mia sorella, è fissata”. “Io ce l’ho. Glielo posso prestare”. “Va bene. Grazie”. Dopo un mese ormai Dafne e Alessandro erano diventati amici, uscivano e stavano sempre insieme. Dafne aveva scoperto un ragazzo dolce e sensibile, il coattello di Ostia era solo una montatura. “Mi hai convinto ascolterò l’ultimo cd di Tiziano Ferro, però tu prendi questo dei Metallica”. “Va bene”. “Ora ti accompagno a casa”. Mentre Dafne apriva la porta, il telefono squillò, il padre disse che doveva correre in ospedale perché sua madre aveva avuto un incidente. “Come faccio, ho 17 anni come ci arrivo senza la macchina?”, disse ma il padre aveva già attaccato. “Ma io si, ho la patente. Dai prendo la macchina e andiamo”, disse Alessandro. All’ospedale la situazione era critica Dafne disse: “Papà, come è successo?”. “Dicono che tua madre era ubriaca e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti quando si è scontrata con un camion”. Il mondo le crollò addosso, stava per svenire, ma Alessandro la tenne. Iniziò a piangere e il pianto aumentò quando dopo pochi minuti lei se ne era andata e questa volta per sempre. “Ale, ti prego portami via da qui”. Fuori era buio, Dafne guardava un’unica stella luminosa, forse era sua madre, Alessandro posò la macchina e andarono al Pontile. “Ora cosa farò, come farò come le chiederò perdono, è troppo tardi”. “Guarda non è colpa tua, sicuramente tua madre non ce l’ha mai avuta con te perché te ne sei andata con tuo padre, ti ha voluto sempre bene, sarà contenta di avere una figlia come te. Tu cerca di non deluderla mai, ora che sta lassù”. Poiché Dafne non la smetteva, Alessandro si alzo è scrisse sul muro del Pontile “Non piangere perché non sopporto le tue lacrime”. Appena la lesse Dafne lo abbracciò e lui le disse “Io ci sarò per sempre per te”. “Grazie, Ale”. Dopo qualche settimana Alessandro si presentò a casa di Dafne tutto contento: “Finalmente hai rincominciato a mangiare, altrimenti non ti avrei dato questa sorpresa”. Dalla tasca cacciò qualcosa poi glielo mostrò:era un biglietto del concerto di Tiziano Ferro! Dafne urlò, poi disse: “Grazie, ma con chi ci vado? Marina non ci va perché a Simone non va!”. Alessandro rise poi disse: “Che bella coppia. Comunque ci vai a vedere da sola il tuo Tiziano…non si sa mai!”. “Scemo che ridi”. Poi le mostrò un altro biglietto e disse: “Vengo io”. “Tu? Sul serio?”. “Sì, anche se non mi piace”. Al concerto si divertirono tanto, quando ritornarono, al Pontile Alessandro le confessò: “Sai Dafne mi piace come cantante, però non ridere!”,ma lei non era riuscita a trattenersi. Il giorno dopo erano andati al Cineland con la loro comitiva, nella sala giochi trascorsero l’intero pomeriggio. Dopo si recarono al Pontile solo Alessandro e Dafne e lui disse: “Ti devo dire una cosa”. “Parla”. “Marco vuole uscire con te perché gli piaci. Mi ha detto di darti il suo numero”. “Va bene”. Stette zitto un secondo e poi disse: “E se io non volessi”. Dafne rimase zitta: “Perché è un cattivo ragazzo?”. Le diede il numero e se ne andò. Arrivata a casa Dafne vide sulla sua scrivania “Ho voglia di te”, lo aprii e sulla prima pagina c’era scritto: “Anch’io ho voglia di te”. In quel momento tutto era chiaro, il cuore le iniziò a battere fortissimo, scese le scale velocemente, fece una corsa. Davanti casa di Alessandro era senza fiato. Citofonò. “Chi è?”. “Ale sono io!”. “Ah… scusa ma non ho voglia di vederti. Ciao”. Rimase come una cretina, non sapeva cosa fare. Se ne andò al Pontile, si mise a piangere mentre mille ricordi le passavano per la mente. Solo una stupida non poteva capire cosa le stava accadendo. Non poteva fare a meno di leggere la scritta: “Non piangere perchè non sopporto le tue lacrime”. Si asciugò le lacrime e improvvisamente le venne un’idea. Alessandro non era riuscito a chiudere occhio tutta la notte, vide una sigaretta, la tentazione di fumarla era forte, ma poi la spezzò. Sua sorella gli disse: “Ale, mi presti tre metri sopra al cielo”, perché dobbiamo fare una relazione sopra un libro, visto che non mi andava di leggere, ma ho visto il film. “Sì, prendilo”. “Cosa hai?”. “Nulla”. “Sei strano, ma non vai a scuola?”. “No, oggi no”. “Lo sanno mamma e papà?”. “Sì glielo ho detto”. “Hai qualche verifica?”. “No, ma invece di farmi il processo, non è meglio che vai a scuola? Potresti fare tardi”. “Si, ciao, bacini”. Accese la televisione, non trasmetteva nulla di interessante oltre i cartoni. Dopo un po’ si alzò, vestì, uscì e iniziò a camminare senza una meta. Tra mille pensieri, senza volerlo, si rese conto di essere arrivato al Pontile. “Cavolo”, disse e tutti i momenti con Dafne iniziarono a passargli davanti agli occhi come una pellicola di un film. Improvvisamente spalancò gli occhi, non sapeva se stava sognando, si strofinò gli occhi e poi vide vicino alla scritta che fece per Dafne, un’altra, la lesse sorridendo: “Ora dipendo dalla tua allegria, dal tuo amore. Con te non ho paura di star bene. Ti amo Alessandro”. Senza fiato arrivò a casa, prese lo scarabeo e andò a scuola di Dafne. Suonò la campanella, vide un sacco di ragazze e pensò: “Mamma mia, questi secchioni dell’Anco Marzio. Hanno sempre la puzza sotto il naso. L’unica cosa positiva è che ci sono un sacco di ragazze…mica scemi i maschi che vengono qui!”. Dafne lo vide sul motorino aveva i suoi Ray-Ban sembrava contentissimo. Lei si fermò, non sapeva che fare, due ragazze lo salutarono, che galline! Dafne sentì dire: “Ammazza quanto è bello quello sul motorino!”. “Sì, hai ragione, chissà chi aspetta, magari noi!”. Improvvisamente lui si voltò, la vide, scese dal motorino, le venne incontro, la prese per mano, la fece salire sul motorino e velocemente partì sgommando, si voltarono tutti, si impennò e dopo un po’ era scomparso dai loro occhi. Al Pontile senza parlare si sederono e Dafne disse: “Ma perché porti sempre questi occhiali?”. “Forse perché ho avuto paura di guardare il mondo come realmente è!”. “Tu hai degli occhi bellissimi, non hai bisogno di nasconderti”. Prese i suoi Ray-Ban e li lanciò al mare. “Sei pazzo!”. “Mi ci hai fatto diventare tu. Grazie per la scritta”. Si baciarono, erano stati lì tutto il giorno e solo il Pontile sa quello che possono sussurrarsi due innamorati. Era il giorno del compleanno di Dafne, ma anche un mese che lei e Alessandro stavano insieme. Aprì la porta, subito il sole accarezzò il suo viso, uscì e davanti al cancello lesse per terra: “Buongiorno principessina, auguri per i tuoi 18 anni”. Andò a scuola e per terra c’era un disegno: lei e Alessandro in un cuore con sotto scritto per sempre. Tutti la guardavano, poi Marina le venne vicino e le disse: “Che bello! Qui tutti ti invidiano”. “Lo sapevo che Ale era bravo a disegnare, ma non fino a questo punto”. “Sì, Simone non l’avrebbe mai fatto per me. Mi ha detto che Alessandro è stato tutta la notte a fartelo”. “Povero”. “Già. Simo mi ha dato questo biglietto da parte del tuo principe azzurro, prima credevo che esistesse solo nelle favole, ma ora posso affermare che tu l’hai trovato”. Aprì il biglietto: “Ciao amore, oggi doppi auguri, ma all’uscita di scuola vai al Porto”. Dafne non stava più nella pelle, durante le lezioni fantasticava, ma poi finalmente suonò la campanella.. il greco, il latino e tutte le altre materie per un giorno dovevano lasciarla in pace, contava solo quel giorno. Arrivata al Porto, le arrivò un messaggio: “Fatica eh? Ma questo è solo l’inizio, cammina un altro po’ e il mio motorino vedrai”. Sopra la sua moto c’era un mazzo di rose rosse profumatissime e una foto: il mare di quando erano andati a Fiumicino. C’era anche un biglietto con scritto: “Brava, ora non credere che sia finita, vai al Cineland al negozio di dischi, se il tuo nome dirai una bella cosa avrai”. Un signore le diede una busta, la aprì e c’era una foto di Dafne, Ale e la loro comitiva al Cineland, incredibile l’ultimo cd di Tiziano Ferro in spagnolo e un biglietto: “Non urlare! Ora vai alla Pineta di Castelfusano. Ti ricordi l’albero sotto al quale ogni volta stavamo seduti? Vedi cosa c’è attaccato al laccio rosa. Arrivata trovò appesi a questo laccio: una foto di Dafne con le cuffiette che correva in Pineta, uno scrigno nel quale c’era una collana con mezzo cuore spezzato, se la mise al collo e il biglietto diceva: “Ora a casa tua andrai e sul letto un’altra sorpresa troverai”. La divertiva questo gioco, ogni volta Ale la sorprendeva; nessuno l’aveva mai trattata così e le sembrava davvero troppo. Sul letto c’erano due scatole, una grande ed una più piccola, un biglietto e una foto. La foto era delle loro due scritte sul Pontile. Lentamente aprì la scatola più grande nella quale c’era un bellissimo vestito da sera, in quella più piccola le scarpe abbinate. Il biglietto diceva: “Mettiti tutto e recati al solito posto”. Uscì di corsa si sentiva davvero una principessa, Alessandro era meglio di ciò che aveva sognato in quelle notti di solitudine. Al Pontile c’era lui in smoking, le venne da ridere e gli corse incontro, lo abbracciò, poi vide un lenzuolo sul quale c’era la prima volta in cui si erano baciati. “Come in “Ho Voglia di te””, disse e lui rispose: “Anche meglio”. “Allora tu hai letto quel libro”. “Sì. Ma ci mancava solo un lucchetto, magari sul Pontile”. Dafne rise, improvvisamente vide i fuochi d’artificio. “Ma chi li sta facendo?”. “I nostri amici della comitiva, grazie a loro che mi hanno aiutato e sorvegliato tutte le cose, sono riuscito nell’impresa”. Alessandro fece guardare a Dafne un album fatto da lui, si intitolava “Noi e il Pontile”. Poi disse: “Quando farai la festa?”. “Non lo so, io sono felice così, non mi serve altro”. Alessandro accese la radio e iniziarono a ballare sulle note di “Salutandoti affogo” di Tiziano Ferro che era stato la colonna sonora del loro amore. La gente guardava ma a loro non importava, pensavano a godersi quel momento…. March 28 goooooooGOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAL DOPPIETTA D TONI!!!!!!!! h presoH PRESO il num d teresi e ludovica nn lo sa...dm una bella sorpresa le aspetta...kissà k faccia farà qnd je lo darò!!!hihi OI ANDRE::::OI ANDRE!! t capisco ank io sn una TALPA!!!mi manka -10!lo so è brutto rivivere i fantasmi del passato..ma s va avanti ank soffrendo..IO nn ho mai accettato gli okkiali e infatti porto le lenti a kontatto k m stanno massacrando l'okkio..ma nonostante ttt tra
CONGIUNTIVITE E CAZZI vari aspetto qll dannata operazione k kredo nn so se avverrà mai xk ogni volta k vado dal dottore la situazione è critika..mi sembra d cadere semx + in basso...a volte h guardato qlk cieko...e allora mi sn akkorta qnt vorrebbe vd cm noi, portare gli okkiali, o vedere xsn indistinguibili, sfogate, ma semx la luce c'è e nn qll oskurità k nn cambia mai e t rende invalido...
QUINDI cerca solo d farti forza e vede il lato positivo in ogni brutta cosa...TVB EVVIVA..EVVIVA A STORIA PORTERò UN APPROFONDIMENTO SU UN GAY......K KONTENTEZZA=(!!!!
TRA MONAKE (E ANK GERTRUDE DEI PROMESSI SPOSI)E FROCI K DV PORTARE...=(...ORA VD LA SIFILIDE....E QLK ALTRA CS...ALMENO PORTO UNA BELLA RICETTA I CANEDERLI E 2 STORIE-LEGGENDE FIKISSIME!!KISSà LE MIE COMPAGNE D GRUPPO GIULIA E ILA CS FANNO::::::)DM VEDRò!!!! March 25 qst rakkonto l ha scritto..posted by Ratlamer @ 21:03 - domenica, 25 marzo 2007
La curiosità ti ha portato dinnanzi a queste porte, I Tuoi occhi sono insiti di domande che probabilmente non hai ben compreso, il perchè dei quesiti, La prima via, si presenta Difficile, Una salita che fa male, Affatica, Irta di difficoltà e sassi.... Tutto questo per arrivare ad una porta, Rossa e Nera, con biechi stemmi, che ti fanno rabbrividire, ma allo stesso tempo decidere di salire... di cadere giu per la strada, pur di salirne saggiandone il fascino. Continuando per i tuoi passi intorno sempre di piu l'oblio ti fà da coperta, ora sei sola completamente e sempre di piu, il tuo sguardo fiero e di sfida, vuole entrare e scoprire...incurante del pericolo che vai correndo....Le due vie Ben divise, Il nero in una.. L'illuminazione nell'altra... Dun tratto, Davanti a te, Un uomo Di ferma, Facendoti sobbalzare... Ti spaventi, cominci ad ansimare e sudi... Hai come l'impressione che quelle ragazze non hanno mai potuto raccontare la loro scelta, e non Erri. Dun tratto Sembra tornarti il respiro regolare...ti sei spaventata accorgendoti di quel che hai visto... Impaurita Scuoti la testa come a scansare le orrende scene, la orrenda verità... Una risata sfugge all'uomo che ti mostra i suoi denti come a spogliarsi di una maschera, che non realmente non toglie. L'altra parte il violino DOlcemente Canta, Narrandoti emotivamente gioie e festose esperienze, il principe è li, è quello Azzurro... La maschera ferma il sogno.....
Scompare L'uomo, Portando con se la sua maschera, la tua goccia di lacrima rossa scende bagnando la tua Guancia, Toccando delicatamente il labbro...Ti accorgi guardando le porte, Di essere entrata comunque in quel posto Magico... Sentendo sia Il principe Oscuro Che quello Azzurro... E che Quelle porte che vedevi.. Non erano altro che le uscite.. Sei ora felice, ma allo stesso tempo, capisci che forse, entrare è stato pericoloso..... Ma ti ritieni fortunata.. Perchè non ne potrai piu' uscire.. posted by Ratlamer @ 21:03 - domenica, 25 marzo 2007
La curiosità ti ha portato dinnanzi a queste porte, I Tuoi occhi sono insiti di domande che probabilmente non hai ben compreso, il perchè dei quesiti, La prima via, si presenta Difficile, Una salita che fa male, Affatica, Irta di difficoltà e sassi.... Tutto questo per arrivare ad una porta, Rossa e Nera, con biechi stemmi, che ti fanno rabbrividire, ma allo stesso tempo decidere di salire... di cadere giu per la strada, pur di salirne saggiandone il fascino. Continuando per i tuoi passi intorno sempre di piu l'oblio ti fà da coperta, ora sei sola completamente e sempre di piu, il tuo sguardo fiero e di sfida, vuole entrare e scoprire...incurante del pericolo che vai correndo....Le due vie Ben divise, Il nero in una.. L'illuminazione nell'altra... Dun tratto, Davanti a te, Un uomo Di ferma, Facendoti sobbalzare... Ti spaventi, cominci ad ansimare e sudi... Hai come l'impressione che quelle ragazze non hanno mai potuto raccontare la loro scelta, e non Erri. Dun tratto Sembra tornarti il respiro regolare...ti sei spaventata accorgendoti di quel che hai visto... Impaurita Scuoti la testa come a scansare le orrende scene, la orrenda verità... Una risata sfugge all'uomo che ti mostra i suoi denti come a spogliarsi di una maschera, che non realmente non toglie. L'altra parte il violino DOlcemente Canta, Narrandoti emotivamente gioie e festose esperienze, il principe è li, è quello Azzurro... La maschera ferma il sogno.....
Scompare L'uomo, Portando con se la sua maschera, la tua goccia di lacrima rossa scende bagnando la tua Guancia, Toccando delicatamente il labbro...Ti accorgi guardando le porte, Di essere entrata comunque in quel posto Magico... Sentendo sia Il principe Oscuro Che quello Azzurro... E che Quelle porte che vedevi.. Non erano altro che le uscite.. Sei ora felice, ma allo stesso tempo, capisci che forse, entrare è stato pericoloso..... Ma ti ritieni fortunata.. Perchè non ne potrai piu' uscire..
posted by Ratlamer @ 21:03 - domenica, 25 marzo 2007
La curiosità ti ha portato dinnanzi a queste porte, I Tuoi occhi sono insiti di domande che probabilmente non hai ben compreso, il perchè dei quesiti, La prima via, si presenta Difficile, Una salita che fa male, Affatica, Irta di difficoltà e sassi.... Tutto questo per arrivare ad una porta, Rossa e Nera, con biechi stemmi, che ti fanno rabbrividire, ma allo stesso tempo decidere di salire... di cadere giu per la strada, pur di salirne saggiandone il fascino. Continuando per i tuoi passi intorno sempre di piu l'oblio ti fà da coperta, ora sei sola completamente e sempre di piu, il tuo sguardo fiero e di sfida, vuole entrare e scoprire...incurante del pericolo che vai correndo....Le due vie Ben divise, Il nero in una.. L'illuminazione nell'altra... Dun tratto, Davanti a te, Un uomo Di ferma, Facendoti sobbalzare... Ti spaventi, cominci ad ansimare e sudi... Hai come l'impressione che quelle ragazze non hanno mai potuto raccontare la loro scelta, e non Erri. Dun tratto Sembra tornarti il respiro regolare...ti sei spaventata accorgendoti di quel che hai visto... Impaurita Scuoti la testa come a scansare le orrende scene, la orrenda verità... Una risata sfugge all'uomo che ti mostra i suoi denti come a spogliarsi di una maschera, che non realmente non toglie. L'altra parte il violino DOlcemente Canta, Narrandoti emotivamente gioie e festose esperienze, il principe è li, è quello Azzurro... La maschera ferma il sogno.....
Scompare L'uomo, Portando con se la sua maschera, la tua goccia di lacrima rossa scende bagnando la tua Guancia, Toccando delicatamente il labbro...Ti accorgi guardando le porte, Di essere entrata comunque in quel posto Magico... Sentendo sia Il principe Oscuro Che quello Azzurro... E che Quelle porte che vedevi.. Non erano altro che le uscite.. Sei ora felice, ma allo stesso tempo, capisci che forse, entrare è stato pericoloso..... Ma ti ritieni fortunata.. Perchè non ne potrai piu' uscire..
posted by Ratlamer @ 21:03 - domenica, 25 marzo 2007
La curiosità ti ha portato dinnanzi a queste porte, I Tuoi occhi sono insiti di domande che probabilmente non hai ben compreso, il perchè dei quesiti, La prima via, si presenta Difficile, Una salita che fa male, Affatica, Irta di difficoltà e sassi.... Tutto questo per arrivare ad una porta, Rossa e Nera, con biechi stemmi, che ti fanno rabbrividire, ma allo stesso tempo decidere di salire... di cadere giu per la strada, pur di salirne saggiandone il fascino. Continuando per i tuoi passi intorno sempre di piu l'oblio ti fà da coperta, ora sei sola completamente e sempre di piu, il tuo sguardo fiero e di sfida, vuole entrare e scoprire...incurante del pericolo che vai correndo....Le due vie Ben divise, Il nero in una.. L'illuminazione nell'altra... Dun tratto, Davanti a te, Un uomo Di ferma, Facendoti sobbalzare... Ti spaventi, cominci ad ansimare e sudi... Hai come l'impressione che quelle ragazze non hanno mai potuto raccontare la loro scelta, e non Erri. Dun tratto Sembra tornarti il respiro regolare...ti sei spaventata accorgendoti di quel che hai visto... Impaurita Scuoti la testa come a scansare le orrende scene, la orrenda verità... Una risata sfugge all'uomo che ti mostra i suoi denti come a spogliarsi di una maschera, che non realmente non toglie. L'altra parte il violino DOlcemente Canta, Narrandoti emotivamente gioie e festose esperienze, il principe è li, è quello Azzurro... La maschera ferma il sogno.....
Scompare L'uomo, Portando con se la sua maschera, la tua goccia di lacrima rossa scende bagnando la tua Guancia, Toccando delicatamente il labbro...Ti accorgi guardando le porte, Di essere entrata comunque in quel posto Magico... Sentendo sia Il principe Oscuro Che quello Azzurro... E che Quelle porte che vedevi.. Non erano altro che le uscite.. Sei ora felice, ma allo stesso tempo, capisci che forse, entrare è stato pericoloso..... Ma ti ritieni fortunata.. Perchè non ne potrai piu' uscire..
Qst rakkonto l ha scritto manuel x me!!!Qnt è carino!!!Grazie tvb
eri un'amika BY DEDUNn credevo mi avessi fatto così male
per te ogni nostra lite era normale
per te io avevo sempre sbagliato
anche se mi hai sempre criticato
io ti ho sempre amato
Quando credi d aver trovato
un'amika k hai sempre cercato
ma alla prima okkasione t ha umiliato
ora pensi come sei stato imbranato
xk lei t ha solo imbrogliato ed usato
Rit: Cerchi d non ascoltarla
cerchi d dimenticarla
ma le sue parole sn diventate
pikkole freccie avvelenate
k t colpiscono il cuore
ed è difficile sopportare il loro dolore
I miei amici avevano ragione
ma io nn li ascoltavo
per te cn loro litigavo,
ma loro vedevano cs k nn immaginavo!
quando credi d aver trovato
un'amika k hai semx cercato,
ma alla prima okkasione t ha umiliato
ora pensi come sei stato imbranato,
xk lei t hasolo imbrogliato ed usato.
Ragazza tu mi hai fregato!
Rit..
cerchi d nn ascoltarla, cerchi d dimenticarla
ma lei è semx nei tuoi pensieri
cerchi d nn ascoltarla, dimenticarla
ank io avrò sbagliato sn un essere umano
da qnd c siamo lasciati BY DEDUUn tempo tutto andava bene
bastava solo sorridere insieme
ma dopo non sappiamo cosa è cambiato
cercavo di fermare il tempo
cercavo di non scordare il tuo sorriso
e conservare il nostro diario strappato
non ci sono stanza ne posti dove stare
quando due anime si devono incontrare
RIT:Ho voluto sempre viaggiare
ricevere i tuoi regali
nn lasciarti andare via
contando i gg k c separavano
ma stanotte cercarti sarebbe invano
devo solo contare i gg da qnd c siamo lasciati
la mia vita è cambiata perdendo te
e lo sai, che nn è stato facile stare senza te
Adesso, piango d meno pensando a te
ma nn dimenticherò ogni gg con te
Nn c sn gioie, nè momenti da odiare
quando due anime s devono separare
Rit...
Da quando c siamo lasciati
cercavo d fermare il tempo
cercavo d nn scordare il tuo sorriso.
BY DEDU
![]() i bei gg BY DEDUI bei giorni brillano cm diamanti
brillano cm gli okki di due innamorati
nn dobbiamo andare via
nn è ankora tardi
nn credi di poter volare insieme?
I brutti giorni scendono come tenebre
scendono come le liti di sempre
nn dobbiamo andare via
non è ankora tardi
nn credi di poter superare tt insieme??BY DEDU
![]() scappavo da me by DEDUcercavo di sentire la voce della ragione
evitare di incontrare uomini con una strana opinione
ero solo confusa e dentro me tanto dolore
e scappavo scappavo da me
E non sapevo cosa desideravo trovare
csì i trovavo in un abbraccio da odiare
e scappavo scappavo di nuovo da me
Ho indossato una maschera per piacere
ma stavo male tutte le sere
per qll k dovvo essere
e scappavo scappavo da me
csì molte volte
csì molte volte ho aspettato di poter essere libera
BY DEDU
tutto è cambiato
TUTTO è CAMBIATO
ero stanca e annoiata
e chimica non l'avevo studiata
non c'era nessuno che mi aiutava
al compito una soluzione forse si trovava
mi direte e chi copiava
ma poi all'improvviso tutto è cambiato
perchè il MAMMANA è arrivato!!
RIT: ma-ma-ma-ma-ma-Mammana
ma-ma-ma-ma-ma-Mammana
un prof così non si era mai visto
con lui non mi faceva paura il registro
il suo sorriso era contagioso
con noi nn era mai noioso
ma sempre gioioso
vi giuro le sue parole mi hanno commosso
sapete...tutto è cambiato
da quando il mammana è arrivato!!
RIT:ma-ma-ma-ma-ma-Mammana
ma-ma-ma-ma-ma-Mammana
h dtt.........ho detto ad ale k mi interessa ank se se sapevo k je interessava un altra...infatti...una me''' ma alla fine io nn sn una tipa k s abbatte facilmente...e neank piango x amore da una vita..quindi...poi sulla faccia della terra c stanno tanti raga quindi........althy ha dtt k ho avuto coraggio....infatti lo so...xk d solito sn i maski k mi dikono le cs e nn io...........xò sn contenta csì almeno nn ho nessun rimpianto...........hihi bella regà!!! March 24 lui krede k m piaccia un altrogg io e melly siamo uscite e c siamo tajate cm al solito..................................stavamo sull'auto e 2 mi guardavano e dicevano qnt è bona qll.....................io ridevo cn mely senza farci akkorge...k dovevamo fa???gg l ho visto e ogni volta mi piace semx d+ nn capisco xk...............nn mi importa d niente e di nessuno................gg ero tentata d dirji k mi piace ma alla fine nn ce l ho fatta...........nn credo k lui sia molto interessato a me............lui krede k mi piaccia un altro ma nn ha capito k mi piace lui....ok........lo so k c sn raga+carini...ma a me nn importa..............................nn riesco a pensare ad altro se nn a lui.............dv trova il modo e il coraggio x dirji qll k provo...poi se andrà male farò una figura d merda ma nn posso avere il rimorso d dire k nn c ho provato...ntt March 23 my friend...Metallica - My Friend Of Misery LyricsYou just stood there screaming Fearing no one was listening to you They say the empty can rattles the most The sound of your own voice must soothe you Hearing only what you want to hear And knowing only what you've heard You, you're smothered in tragedy And you're out to save the world Misery You insist that the weight of the world Should be on your shoulders Misery There's much more to life than what you see My friend of misery You still stood there screaming No one caring about these words you tell My friend, before your voice is gone One man's fun is another's hell These times are sent to try men's souls But something's wrong with all you see You, you'll take it on all yourself Remember, misery loves company Misery You insist that the weight of the world Should be on your shoulders Misery There's much more to life than what you see My friend of misery You just stood there screaming My friend of misery lo volevo accanto a melo volevo accanto a me... eppure avevo solo bisosogno di un abbraccio...i nostri okki per un secondo si inkontrano.......poi improvvisamente si voltano da un'altra parte......forse tu mi ami forse io no...o viceversa........ki t dice k la notte nn mi svegli pensando a te??ki t dice k nn posso fare a meno di te..........ora qui le nostre lenzuola sn vuote tu hai preso una strada io un'altra......perkorreremo km senza sapere dove andare...fumo un'ultima sigaretta.....diko semx l'ultima ma alla fine finisco il pakketto e dm sul comodino ce ne ne sn 2........nn mi volto qnd cammino xò sn convinta k tu mi osservi ..........cn il tuo sorriso sarcastico...........guardo la skiuma da barba in bagno un tempo la usavi tu...ma ora ki??qlk1 un gg okkuperà il tuo posto, ma io intanto guardo e strappo lle nostre ultime foto...ank se sembra k mi pugnali da sola.......
By DEDU |
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